Questa sezione mostra tutte le attività svolte nel nostro Istituto. Dal menù laterale è possibile esplorare altre  iniziative suddivise per ordine di scuola.

Costruzione della Little Free Library di Nerito e inaugurazione del 26 ottobre 2016

Compito di realtà:arreda gli spazi

"Nelle foto i bimbi di 5 anni che si sono misurati con il compito di realtà. Insieme alle insegnanti del plesso del "Pascal" hanno progettato gli spazi, hanno piantato i fiori nei vasi e abbellito l'ingresso della scuola"

(C.D.L)

CLIL GAMES!

22 DICEMBRE 2015: IL SAGGIO DEL CORO D'ISTITUTO


Convegno "Nati per Leggere" e corso per Lettori Volontari

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Il nuovo polo scolastico: suggerimenti e idee

E’ stato presentato ufficialmente alla cittadinanza il nuovo polo scolastico che sorgerà in via Piane, vicino al centro sportivo. Destinato ad ospitare la scuola primaria e secondaria di primo grado, l'intervento ha già incassato il parere favorevole dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC) di Fossa (Aq), che ha concesso un finanziamento di 4 milioni  e 372 mila euro per la realizzazione della struttura.

L'USRC, infatti, ha ritenuto opportuno, piuttosto che adeguare sismicamente gli edifici scolastici esistenti  finanziare la costruzione di un nuovo polo unico per entrambi gli ordini di scuola. <<Se ristrutturare in base a dei criteri sismici i due immobili, che ospitano le scuole elementari, medie e la palestra di quest'ultima, avrebbe  un costo di 8 milioni e mezzo di euro>> secondo quanto si legge nella relazione trasmessa dall'USRC al Comune  <<realizzare un edificio ex novo che ospiti entrambe le scuole è più conveniente>>.

Sarà un progetto all'avanguardia da un punto di vista tecnologico, secondo quanto ha assicurato il sindaco Gianni Di Centa, che punta anche ad un basso impatto ambientale. <<In linea con le scelte che come Amministrazione abbiamo fatto aderendo a Zero Waste, sarà un edificio passivo, che non avrà bisogno di energia esterna>>. Ed è stato proprio il primo cittadino a volere questa fase progettuale aperta e partecipata all’intero Istituto Comprensivo.

<<Un’opportunità grande>> ha commentato la dirigente del nostro Istituto Eleonora Magno, davanti ai docenti e ai genitori che hanno contribuito a dare suggerimenti. Partendo dalle criticità e dalle “sofferenze” attuali, la dirigente ha ipotizzato una scuola con al centro la biblioteca, che immagina sarà anche fisicamente <<il cuore pulsante dell’edificio>>. Una scuola dove venga anche potenziata l’attività motoria. E poi ci sarà posto per laboratori multimediali, cinema per l’educazione interculturale, musica, teatro, creatività, un orto didattico per vivere gli spazi esterni oltre che aule più grandi, luminose, spazi comuni coperti e all’aperto per la continuità e articolati per le diverse esigenze, un refettorio per cambiare la possibilità del tempo scuola, aule per i docenti e per i colloqui e anche uno spazio bar. Insomma una scuola che sia in grado di accogliere tra alunni, personale docente e ATA una comunità di 700 perone.   Tutti suggerimenti questi che verranno presi in considerazione, ha assicurato il vice sindaco Andrea Guizzetti, per il bando di concorso di progettazione che uscirà nel mese di giugno e al quale stiamo lavorando. <<Contiamo >> ha concluso Guizzetti <<di affidare i lavori per la prossima estate>>. 


Catia Di Luigi


A TU PER TU CON IL REGISTA ANDREA SEGRE

Il regista ospite oggi del nostro Istituto Comprensivo

È giovane ma ha le idee chiare: attraverso i suoi film vuole raccontare la verità, anche quella scomoda che i media tacciono perchè è meglio non sapere, per vivere meglio. Per questo documenta i lati più misteriosi dei flussi migratori, i momenti più difficili dell'integrazione, il bene, il male, l'ignoto, l'estraneo, il diverso. Senza eccezioni. E da tutti i punti di vista.

Lui è Andrea Segre, 38 anni, e gira il mondo con lo zaino in spalla. Oggi a Teramo, ospite del nostro Itituto Comprensivo, nell'ambito del progetto "Ciak si studia!", si è raccontato ai docenti, nel corso di un lungo pomeriggio trascorso insieme, prima della proiezione del pluripremiato film, alla 68ma edizione del Festival del Cinema di Venezia, "Io sono lì".

<<Ho iniziato a fare questo mestiere per sbaglio>> ha esordito così Segre davanti ad una platea attenta <<Non ho studiato cinema e ho molta ignoranza tecnica. Ma per fortuna c'è una squadra intorno all'autore, anche se poi è il regista a mettere la firma sul film. Avevo quindici anni e vivevo a Padova. Piano piano nella mia tranquillità inizio a conoscere la non tranquillità di chi arrivava dalla nave Flora. Ci troviamo nel cuore delle invasioni albanesi. Di fronte ad una novità completa per un paese che sapeva cosa vuol dire "emigrare", ma non "accogliere">>.

Arriva così la decisione del regista veneto di imbarcarsi a Brindisi in direzione di Valona. <<Io decisi di viaggiare al contrario. Pensai di andare nel luogo da cui loro partivano. E su quella nave ero l'unico italiano non armato. Con me c'erano i cacciatori veneti che andavano in Albania perchè non c'erano restrizoni e limiti alla caccia e le ONG che viaggiavano con le forze dell'ordine armate. Era il 1999>>.

In Albania, Segre tenta di coinvolgere gli albanesi nella realizzazione di un racconto cinematografico, costruendo un rapporto orizzontale. <<Ecco io gli ho dato il potere di essere coautori, di prendere in mano la telecamera. Il mio è stato un perdere il potere, ma avere un'occasione. Viaggiando con loro, ho trovato tanta positività. Ho provato quell'energia che a casa non trovavo come ragazzo. Ed è stata quell'energia che mi ha portato a fare il regista. Il cinema è stato per me un'occasione per farmi fermare a raccontare le storie. Ma anche un'occasione per conoscere, attraverso queste storie, quei punti di vista che la nostra visione monoetnica non ci permette di conoscere>>. In Albania o in qualsiasi altro luogo, Segre, che ha lavorato con 32 lingue in tutta la sua vita, si mette in ascolto per cercare di arrivare a comprendere <<l'intensità emotiva>> di chi ha di fronte. <<non interrompo mai il flusso di racconto. Solo dopo aver condiviso una complicità, posso chiedere ciò che non capisco. Ma dopo tanti anni ho iniziato a capire tutto ciò che c'è di paralinguistico>>.

Ilcinema di Segre, nato da un desiderio/bisogno di fuggire dalla sua terra natale, si è sviluppato attraverso la frequentazione di altri territori. <<L’esperienza fisica sta alla base del mio cinema. Poi, come spesso succede, ho deciso di ritornare « quasi » a casa, girando "Io sono Li" nel paese natale di mia madre, la laguna di Chioggia. Per fare un film io devo prima vivere un rapporto fisico con un territorio, sentirne il caldo, il freddo, il vento, il silenzio, il rumore, riconoscere l’impatto emotivo della sua esistenza sulla mia. Poi inizio a girare. E dall'incontro reale con questa ragazza cinese in una tipica osteria sulla laguna veneta che nasce questofilm, che ora vedremo ("Io sono lì").Un film dove il conoscersi fra persone diverse è un modo per riscoprirsi. Sono convinto che conoscere gli altri sia il modo migliore per conoscere se stessi>>.

 

Catia Di Luigi


Il Cinema a Scuola. Ciak si studia!

Promuovere la didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola è l'obiettivo del progetto di ricerca-azione "Ciak si gira", rivolto ai docenti dell'Istituto Comprensivo Montorio-Crognaleto e a quelli degli Isituti Comprensivi di Isola, Colledara, San Nicolò e Zippilli-Noè Lucidi. Un progetto che intende esplorare le potenzialità del linguaggio cinematografico come metodologia didattica inclusiva che vada anche incontro ai bisogni educativi speciali.

"Ciak si gira", che si avvale di tre esperti della didattica del cinema e degli audiovisivi Dimitri Bosi, Marco Chiarini e Leonardo Persia, è partito come programma integrato di formazione in servizio, ricerca e sperimentazione didattica per docenti di tutte le aree disciplinari delle scuole di ogni ordine e grado (dall'infanzia alla secondaria di primo grado). Un percorso che intende promuovere un diverso atteggiamento di studio, di conoscenza e di riflessione sulle potenzialità del linguaggio cinematografico, fornendo a bambini e ragazzi capacità di lettura, di decodifica, di uso attivo, di consapevolezza critica di fronte ai messaggi e ai valori che esso trasmette. L’obbiettivo in questo senso non è tanto il raggiungimento di una competenza specialistica nei docenti e negli studenti, ma la maturazione di un atteggiamento analitico sistematico, che possa contribuire alla formazione di spettatori consapevoli e attivi che rendano più facile la comprensione di ragioni ed emozioni diverse dalle proprie in un'ottica di apertura verso l'altro, diverso da se stesso.

Il progetto è partito dal concetto di inquadratura, quale unità costitutiva fondamentale del linguaggio cinematografico e audiovisivo. Su tale concetto si è posto particolare attenzione nell’analisi dei testi, sia in rapporto all’evoluzione storica del linguaggio cinematografico e audiovisivo, sia in rapporto alle determinazioni formali e semantiche dell’inquadratura, sia infine in rapporto agli altri elementi costitutivi sul piano linguistico dei testi presi in esame. Nei successivi workshop verrà fornito ai docenti un primo repertorio di strumenti didattici di ausilio al lavoro scolastico.

L'obiettivo finale è quello di fare crescere, attraverso la didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo, docenti prima e studenti poi consapevoli dell’esperienza cinematografica, affinché non si venga assorbiti dall’universo omologante della società ma si coltivi uno sguardo critico, personale e individuale con le interrogazioni, i dubbi e le domande che il cinema ci offre. Il cinema infatti può aiutarci a capire un po’ di più la vita e a viverla meglio, come dice Gillo Pontecorvo. Il cinema può servire a rilanciare la speranza di un cambiamento profondo della cultura, dei rapporto umani e dei modi di vivere. Avere un’idea sul cinema significa avere un’idea sul mondo come ha detto Truffaut. Ebbene il cinema può essere e può fare tutto questo.



Diritti alle storie